IL PROTOCOLLO DI KYOTO
Il Protocollo di Kyoto è un accordo internazionale sull'ambiente redatto e approvato da oltre 160 Paesi nel corso della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti climatici ed il riscaldamento globale tenutasi in Giappone il 17 dicembre 1997 proprio nella città di Kyoto.
L'accordo prevede, per i paesi industrializzati, una riduzione delle emissioni inquinanti (anidride carbonica e altri cinque gas serra: gas metano, protossido di azoto, esafloruro di zolfo, idrofluorocarburi e perfluorocarburi) del 5,9% rispetto a quelle del 1991, nell'arco temporale 2008-2012. È anche previsto lo scambio (acquisto e vendita) di quote di emissione di questi gas.
È entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica da parte della Russia che, portando in dote il suo 17,4% di emissioni, ha fatto salire ad almeno 54 le Nazioni producenti complessivamente almeno il 54% delle emissioni di gas serra.
Per raggiungere gli obiettivi indicati a Kyoto, possono essere utilizzati strumenti che intervengono sui livelli di emissioni di gas a livello locale, nazionale o transnazionale.
Il protocollo prevede tre strumenti:
- Emission trading (commercio delle emissioni): le foreste piantate dopo il 1990 vengono considerate depositi di carbonio, e vengono riconosciuti crediti che sostituiscono i tagli alle emissioni. I Paesi relativamente sviluppati possono acquistare e vendere permessi di emissione, per ridistribuire nel modo più economico fra i vari Paesi e fra imprese le quote di emissione concordate.
-Joint Implementation (Implementazione congiunta) e Clean Development (Sviluppo pulito): Consentono di realizzare la riduzione delle emissioni in Paesi Terzi, dove i costi di abbattimento sono più bassi.